Siamo abituati a immaginare il film come il punto d’arrivo di un percorso narrativo: un romanzo, un fumetto, persino una pittura, diventano un film, “tratto da…” e prende vita sul grande schermo.
Una riduzione cinematografica, la chiamano i critici, spesso sottovalutando la complessa trasformazione che si cela dietro ogni pellicola.
Ma cosa succede quando il processo si inverte? Quando è il film stesso, l’icona in movimento, a farsi ispirazione per un’altra opera?
Gerri Lunatici ci invita a percorrere questa strada inversa, ricca di suggestioni.
Nei suoi dipinti, esposti nella sala d’attesa del Cinema Astra, all’interno del Festoival del Cinema di Parma, “Invenzioni dal vero”, Lunatici non si limita a replicare: estrae, seleziona, fissa sulla tela i fotogrammi che hanno segnato la nostra memoria collettiva.
È un atto di ri-appropriazione e reinvenzione: Anna Magnani che corre via da Roma città aperta, l’ombra incombente della Morte nel Settimo Sigillo, l’indimenticabile Anita Ekberg nella Fontana di Trevi, i fuggitivi di Ladri di biciclette, ma in Piazza Duomo a Parma, o l’energia tra John Travolta e Uma Thurman che sembrano uscire dallo schermo per ballare davanti ai nostri occhi.
Ogni dipinto è una finestra su un istante, un’emozione, un’atmosfera rubata alla pellicola che passa dallo schermo alla tela.
