Su le soglie del bosco

Folto, di solito, è il bosco.
Profondo, se è un bosco sul serio, e non un modesto intreccio di rami.
E anche spaventevole, specialmente se sei una bambina.

Sia chiaro: nessuno ha mai creduto davvero che dentro ci fosse un lupo: magari!
Però di sicuro qualcosa di brutto c’è ancora, in agguato. Là dentro. Là in fondo.
Così, almeno, si bisbiglia nei libri.

Eppure.

Là, dove i tronchi si alzano verso il cielo, a modo loro lo nutrono.
Dove il buio dovrebbe regnare, c’è un luccichìo di radici e foglie.
Dove il silenzio parrebbe assoluto, c’è un’armonia di uccelli e insetti.

Per me, piuttosto, il mondo spaventevole è qui.
Fuori dal bosco, intendo.
Dove la mano dell’uomo saccheggia, distrugge e incendia.

Da qui, potendolo fare, io mi terrei lontana.
E più che non entrarci, nel bosco, vorrei restarci a lungo.
Certi giorni per sempre.

Natalia